La musica cameristica è ricca di vari abbinamenti tra gli strumenti che possono formare duetti capaci di sprigionare timbri assai particolari e affascinanti, anche se a prima vista possono apparire poco consoni, come succede con quello formato dal flauto e dalla chitarra. Un duo che abbina il registro medio-acuto del flauto con quello medio-grave della chitarra, dando quindi vita a un suono che unisce uno strumento a fiato con uno a corde. Per apprezzare la bellezza di questo particolare connubio timbrico, questo Cd dell’etichetta discografica Gramola presenta cinque opere scritte da altrettanti musicisti per questo tipo di organico cameristico, due compositori del XVIII secolo, Mauro Giuliani e Leonardo von Call, e tre del ventesimo secolo, Cesar Bresgen, Alfred Uhl e Jan Truhláŕ. Il pugliese Mauro Giuliani è passato alla storia per essere stato uno dei compositori che ha dedicato molte opere proprio alla chitarra, strumento del quale fu un eccelso virtuoso. Il Grand Duo concertant in la maggiore op. 85 permette, a chi non conoscesse la sua maestria nel trattare la chitarra, di apprezzare la raffinata tessitura di questo strumento con il quale il flauto dialoga sapientemente. Il tirolese Leonardo von Call non può vantare la stessa importanza di Giuliani, anche per il fatto che la prima parte della vita la trascorse come soldato di carriera nell’esercito austro-ungarico, per poi dedicarsi esclusivamente alla musica una volta ottenuta la pensione. Già possessore di una buona tecnica chitarristica, von Call divenne ben presto un virtuoso dello strumento e autore di moltissimi brani cameristici, dei quali circa centocinquanta sono giunti fino a noi, inclusa la Serenata in re maggiore op. 19, che mette in luce una finezza creativa e una discreta complessità tecnica che richiede interpreti decisamente all’altezza.

Per ciò che riguarda i tre autori del Novecento, fedeli ancora al linguaggio tonale, vi sono altrettanti brani, le Cinque miniature del salisburghese Cesar Bresgen, lo “Scherzo Capriccioso” dai Tre Pezzi di Alfred Uhl, una delle personalità più importanti della Vienna musicale della prima metà del secolo, anche se il suo nome non viene molto ricordato oggigiorno, e la Sonata semplice op. 18 del compositore ceco Jan Truhláŕ. Tutti pezzi che danno modo ai due strumenti di mettere in luce le loro potenzialità armoniche e timbriche, senza che il dialogo tra flauto e chitarra venga mai meno. La lettura di Elisabeth Möst, una delle maggiori flautiste austriache, e del croato Maroje Brčić alla chitarra è davvero convincente; entrambi dotati di una tecnica sopraffina e di una capacità espressiva ragguardevole, riescono sempre a rendere oltremodo piacevole l’ascolto dei brani presentati, con quel brio e quella sagacia che sono necessari soprattutto quando si affronta musica d’occasione, come nel caso di Giuliani e di von Call.

Anche la presa del suono è convincente. I due artisti vengono riproposti idealmente nello spazio sonoro, con il flauto leggermente preminente rispetto alla chitarra, ma senza che l’equilibrio tonale e il dettaglio vengano sacrificati a vantaggio dell’uno o dell’altra.

Andrea Bedetti

Giudizio artistico: 4/5

Giudizio tecnico: 4/5

AA.VV. – “Accento Austria”
Elisabeth Möst (flauto) – Maroje Brčić (chitarra)
CD Gramola 99100

 

 


Andrea Bedetti

Andrea Bedetti