L’organo Späth a St. Oswald, quando il suono si fa storia

In occasione del 270° anniversario della costruzione e installazione dello storico organo Späth nella chiesa di St. Oswald a Ratisbona, nella regione della Baviera, l’etichetta discografica TYX Art ha voluto ricordare l’evento con un’interessante registrazione effettuata dall’organista tedesco Roman Emilius, che ha eseguito opere di Heinrich Scheidemann, Johann Sebastian Bach, Georg Böhm, Johann Jacob De Neufville, Wolfgang Amadeus Mozart, Bernardo Pasquini e Johann Ludwig Krebs.

Questo maestoso organo venne inaugurato il 27 dicembre 1750 (per comprendere l’importanza dell’evento basterà ricordare che ci fu una funzione festiva “con musica di trombe e timpani”, come si legge nelle cronache del tempo). La sua costruzione coincise con i lavori di ampliamento e di ristrutturazione della stessa chiesa. I lavori iniziarono nel 1708 con la conversione della navata in stile barocco, poi dal 1724 al 1726 fu ridisegnato il coro e, infine, nel 1750 furono installati gli oratori, dove i legati assistevano alle funzioni. Durante questi lavori, a dire il vero, un primo organo fu già installato nel 1707, ma la sua sistemazione e la sua poca qualità timbrica suscitarono il malumore delle autorità ecclesiastiche e dei fedeli, al punto che furono inviate delle petizioni al consiglio comunale.

La cover del CD della TYX Art dedicato all'organo di Späth nella chiesa di St. Oswald a Ratisbona.

Fu per questo motivo che si decise di costruire un organo completamente nuovo e tale incarico fu affidato a Franz Jacob Späth, al quale nel 1748 fu chiesto di presentare un regolare preventivo. Dopo essere stato accettato, l’organo fu costruito e posizionato nell’autunno del 1750 in un punto invisibile nel pozzo dell’organo posto nel coro. Nelle fasi di costruzione fu chiamato a collaborare anche Johann Andreas Stein, che in seguito divenne un famoso clavicembalista, operando soprattutto ad Augusta. Stein proveniva da una famiglia di costruttori di organi e fu apprendista presso il leggendario Johann Andreas Silbermann a Strasburgo prima di lavorare con Späth a Ratisbona nel biennio 1749/50, con il suo nome che fu poi ricordato dal giovane Mozart in una lettera indirizzata al padre, quando il genio salisburghese fece una visita proprio ad Augusta.

L’organo di Späth è rimasto sostanzialmente invariato fino alla metà dello scorso secolo, visto che nel 1954, nel corso di una ristrutturazione effettuata dalla società Paul Ott, si decise di cambiare alcune sue componenti, in modo da poter espandere la timbrica dello strumento per poter eseguire tutta la musica organistica tedesca del Settecento. Infatti, quando l’organo fu costruito, si decise che dovesse assolvere alle funzioni musicali tipiche della Germania meridionale. Ciò significava che non vi erano ance e che la pedaliera aveva solo una gamma limitata a pochi registri, il che rendeva impossibile l’esecuzione di brani appartenenti alla scuola organistica della Germania settentrionale, oltre a gran parte dell’opera di Bach. A questo primo intervento ne è seguito un secondo, ancor più radicale, tra il 1986 e il 1991, quando la ditta Klais di Bonn ha effettuato un completo restauro dell’organo, anche alla luce della rivalutazione della musica antica nel contesto di una pratica esecutiva sempre più accettata e storicamente informata a livello filologico.

Uno dei pianoforti a tangente di Franz Jacob Späth giunti fino a noi.

La figura di Franz Jacob Späth, nato a Ratisbona nel 1714 e morto nel luglio del 1786 dev’essere maggiormente ricondotta storicamente non tanto ai suoi eccellenti organi (oltre a quello presente nella chiesa di St. Oswald, sempre nella città natale costruì l’organo della chiesa della Santissima Trinità nel 1758, anche se di quest’ultimo si sono conservate solo la cassa e alcune canne), quanto ai suoi pianoforti e, in particolar modo, alla sua invenzione del cosiddetto “pianoforte tangente”, un ibrido tra un clavicembalo e un fortepiano. Un tipo di strumento, questo, che è giunto fino a noi con circa venti modelli, conservati attualmente nelle più importanti collezioni di strumenti.

Roman Emilius, che dal 2008 è stato dapprima cantore e poi direttore del coro dell’Università di Ratisbona, ha voluto quindi registrare su questo storico organo di St. Oswald brani capaci di esaltarne le indubbie qualità timbriche e armoniche. Da qui, una scelta mirata fatta per evidenziare il registro acuto (straordinario) e quello grave (ottimo), con brani quali la Toccata in sol maggiore di Scheidemann, il magnifico corale-partita Freu dich sehr, o meine Seele di Böhm, la Ciaccona in si minore di de Neufville, il corale Nun komm, der Heiden Heiland e la Fantasia in la minore di Bach, l’Adagio in do maggiore di Mozart, la spiritosa Toccata con lo Scherzo del Cuccó di Pasquini e tre Fantasie di Krebs, di cui la particolarissima Fantasia a gusto italiano.

L'organista tedesco Roman Emilius e sullo sfondo l'organo di Späth nella chiesa di St. Oswald.

La lettura fatta dall’organista di Norimberga di questi brani (quelli dei compositori germanici riguardano sia modelli organistici della scuola del Nord e del Sud) vanta una ricchezza espositiva capace di restituire adeguatamente le loro peculiarità e caratteristiche. Ciò vale per il carattere e le mutazioni presenti nel brano di Böhm e nella Toccata di Scheidemann, così come nella ricchezza armonica della Fantasia bachiana, in grado anche di modellare con leggerezza il brano di Pasquini, sfruttando al meglio le potenzialità dello strumento della chiesa di St. Oswald.

Da un punto di vista tecnico, ci troviamo di fronte a una presa del suono che può essere considerata di diritto audiofila (effettuata a 24bit/96kHz), ad opera di Andreas Ziegler, il quale è riuscito non solo a rendere al meglio la timbrica dell’organo di Späth, ma anche di ricostruire adeguatamente, a livello di palcoscenico sonoro, lo spazio nel quale è inserito (cosa assai difficile da fare quando si è alle prese con questo tipo di strumento). La dinamica è al fulmicotone (se avete a disposizione un impianto di ascolto audiofilo fate attenzione alla manopola del volume onde evitare problemi con il vicinato), mentre sia l’equilibrio tonale, sia il dettaglio sono di altissimo pregio, in quanto restituiscono pienamente il rispetto dei registri acuto e grave e un’eccelsa matericità.

Andrea Bedetti

AA.VV. – Die Späth-Orgel in St. Oswald Regensburg

Roman Emilius (organo)

CD TYX Art TXA19144

Giudizio artistico 4/5
Giudizio tecnico 5/5