Gli esperimenti concertistici del giovane Richard Strauss

Richard Strauss mosse i primi passi sotto l’amorosa cura di Hans von Bülow, direttore d’orchestra, pianista e compositore tedesco epigono ed entusiasta sostenitore della musica wagneriana, e questo spiega in parte per quale motivo l’opera del musicista monacense sia fortemente affermativa e celebrativa, capace di ignorare i veleni polemici tra i paladini brahmsiani e quelli wagneriani, così come di saper circumnavigare l’ansia debussyana e quella mahleriana, dirigendosi, invece, verso nuovi orizzonti. Orizzonti che Strauss ebbe ben chiari fin dall’adolescenza e che si concretizzarono in una serie di composizioni orchestrali che sono state registrate in questa incisione della Chandos, per l’esattezza la Romanze (risalente al 1879), il Concerto per violino e orchestra (1881-82) e la Burleske per pianoforte e orchestra (1885-86), oltre a un’opera che appartiene invece all’estrema maturità, il Concertino per clarinetto, fagotto e orchestra d’archi (1947).

La Burleske in re minore per pianoforte e orchestra, originariamente intitolata Scherzo in re minore, fu composta quale segno di gratitudine verso Hans von Bülow, che lo aveva nominato suo assistente. Il brano è caratterizzato dall’idea originale di assegnare ai timpani, strumenti niente affatto melodici, il compito di introdurre il tema principale; ai colpi di timpano rispondono ottavini e orchestra, per vedere poi entrare in scena il pianoforte in un brillante turbinio di accordi. Il secondo tema, più lirico, di stampo brahmsiano, assume l’andamento di un valzer, mentre un altro motivo cantabile, che potrebbe apparire come nuovo, ma che in effetti è il primo tema con valori raddoppiati, ne prende il posto. Uno scambio di battute ironiche tra pianoforte e timpani conclude la pagina. La Romanza per clarinetto e orchestra scritta nel 1879 quando Strauss aveva appena 15 anni è una pagina ancora influenzata da un romanticismo di primo Ottocento, dotata di un tema dolce ed estremamente semplice anche se non banale che prosegue fra rimembranze di Schubert e passaggi strutturalmente più complessi, che il clarinettista Michael Collins affronta con cura e attenzione, mettendo in risalto la sua capacità non solo tecnica ma anche espressivo interpretativa.                                                                             

Il Concertino rappresenta un’opera melodica e geniale, suddivisa in tre movimenti. L’apertura Allegro moderato inizia con una melodia dolce, nostalgica, quasi mozartiana. Il clarinetto prende dapprima il controllo, ma quando la musica acquisisce slancio, prende avvio un serrato dialogo tra lo stesso clarinetto e il fagotto. Un tremolo delicato, soave, introduce il dolce Andante, che inizia con un monologo di fagotto, seguito poi dal clarinetto che si unisce al primo, dando vita a un delizioso dialogo. Il terzo movimento, un Rondò contrassegnato come Allegro ma non troppo, è più lungo dei primi due uniti insieme. Un tema principale amabile e oscillante è la base del movimento, che contiene anche diversi episodi fra loro contrastanti ma decisi.

Assieme ad altre composizioni scritte fino 1887, il concerto per violino e orchestra op. 8 è una pagina con non poche ambizioni, dove il giovane compositore bavarese concluse questa prima fase creativa dedicata soprattutto alla “musica assoluta”, ossia alla pura musica strumentale di tipica ispirazione classico-romantica. Pensato come regalo per il suo insegnante di violino, ascoltandolo si respira ancora l’atmosfera della musica romantica con chiaro riferimento ai concerti di Mendelssohn e Brahms, compositori verso i quali Strauss nutrì una particolare ammirazione, anche se in seguito lo stesso Strauss ne prese le distanze, considerandolo poco rappresentativo rispetto all’esito e all’evoluzione del suo stile più maturo.

Notevole e prorompente l’esecuzione della BBC Symphony Orchestra che sotto la guida di Michael Collins, uno tra i più importanti clarinettisti britannici della sua generazione, ci offre una lettura a dir poco scintillante e nella quale spicca anche l’esuberante interpretazione del pianista irlandese Michael McHale, in grado di dialogare in modo impeccabile con l’orchestra. A loro si unisce idealmente l’interpretazione della violinista Tasmin Little, dotata di un sontuoso virtuosismo, capace di dare vita ad atmosfere sonore quanto mai coinvolgenti.

Ancora una volta l’etichetta inglese Chandos ha saputo confezionare una registrazione dalle caratteristiche squisitamente audiofile, con una dinamica a dir poco travolgente; il soundstage presenta la compagine orchestrale al centro dei diffusori a una debita profondità. Infine, sia l’equilibrio tonale, sia il dettaglio riescono a evidenziare una messa a fuoco e un rispetto timbrico tra le varie sezioni davvero ottimo.

Claudio Rigon

 

Richard Strauss – Concertante Works

Michael Collins (clarinetto) – Julie Price (fagotto) – Tasmin Little (violino) – Michael McHale (pianoforte) – BBC Symphony Orchestra – Michael Collins (direzione)

CD Chandos CHAN 20034

 

Giudizio artistico 5/5

Giudizio tecnico 5/5